Bentornati su Casa Psiche! Questo mese parliamo di ARTE TERAPIA, e quale modo migliore di raccontarlo se non attraverso le parole di un’esperta? Abbiamo chiesto a Roberta Spettoli, arteterapeuta, di accompagnarci alla scoperta di questa forma espressiva e di rispondere ad alcune domande per noi! Roberta vive e lavora a Bologna, dopo aver concluso il suo percorso formativo presso la Scuola di Artedo Verona nel 2017. Inoltre, la sua pluriennale esperienza di illustratrice sostiene il potenziale creativo del suo lavoro, donandogli grande energia, vitalità e forza espressiva!

S: Ciao Roberta, grazie per avermi dedicato un po’ del tuo tempo per rispondere ad alcune domande!
Sono molto curiosa di sapere che cos’è l’Arteterapia, ma soprattutto come ti sei avvicinata a questo percorso.

R: Ciao Silvia! Ti ringrazio innanzitutto per questa opportunità di raccontare il mio lavoro come arteterapeuta! Rispondo subito alla prima domanda: cos’è l’Arteterapia? È un percorso attraverso cui la persona può esplorare se stessa mediante l’utilizzo di specifiche tecniche e materiali artistici, che possono portare a far emergere nuove parti di sé, a scoprire nuove risorse e capacità, ad esprimersi liberamente senza paura del giudizio altrui, in un ambiente sicuro. Non sono infatti necessarie competenze artistiche particolari per poter frequentare un atelier di Arteterapia! L’arteterapeuta ha il compito di fare da guida, da sostenitore nella relazione tra sé, la persona e il manufatto artistico. Il manufatto mostra in maniera tangibile il nostro sentire, l’emozione, diventa l’oggetto transizionale attraverso cui imbastire una relazione, una comunicazione. L’arte diventa protagonista del percorso, rende concreto il lavoro che la persona sta facendo, e funge da specchio del nostro cambiamento, che può essere più o meno lungo nel tempo. L’Arteterapia permette, attraverso il canale non verbale, di esprimere concetti ed emozioni consci ed inconsci.

È un approccio che può affiancare un percorso psicologico o di psicoterapia già in essere.
Mi sono avvicinata a questo percorso perché l’arte è stata fondamentale nella mia vita per superare dei momenti difficili, e questo mi ha portata a sviluppare in parallelo il lavoro di illustratrice.

S: Con quali tipologie di persone lavori principalmente, e in quale contesto?

In questo momento lavoro con persone anziane, alcune con patologie neurologiche, presso una associazione di volontariato chiamata Amiko Parkinson a Castel Maggiore (Bologna). Lavoro con loro da tanti anni: abbiamo un gruppo misto di persone che desiderano riunirsi per stare insieme e sostenersi a vicenda, per contrastare la solitudine e i momenti difficili che ci pone la vita. L’associazione propone diverse attività, tra cui la mia. In questo momento proponiamo brevi percorsi per ogni attività, dove affrontiamo delle tematiche importanti con (o per) i nostri utenti, adeguandoci alle loro esigenze. I gruppi e i percorsi cambiano in base alle utenze e alle esigenze del gruppo.
In passato ho lavorato ed effettuato tirocini sia in ambito psichiatrico adulto (in struttura o presso sale specifiche) sia con bimbi in età prescolare o elementare con difficoltà relazionali, e un centro diurno per anziani colpiti da malattia di Alzheimer.
Ho creato anche laboratori esperienziali brevi per bimbi e genitori assieme ad associazioni del mio territorio.

S: Utilizzi qualche tecnica in particolare nei tuoi lavori e ce n’è qualcuna che preferisci?

R: Amo molto le potenzialità dell’argilla! Nella scuola dove ho conseguito la Specializzazione, Artedo Verona (D-ArtT), i miei maestri Axel Rütten e Pamela Palomba (Metodo Trasformazione e Forma) mi hanno trasmesso l’amore per questo materiale dalle grandissime potenzialità evocative, primordiali ed espressive.
È uno dei materiali che spesso i miei utenti anziani ricordano nella loro infanzia, tante volte mi raccontano di quando, lungo il fiume o i torrenti, giocavano in maniera spensierata con la terra bagnata per creare dei loro mondi. L’argilla rievoca stati primordiali presenti dentro di noi.
Per quanto riguarda altre tecniche, non smetto mai di impararne io stessa di nuove; mi piace sperimentare, cercare, indagare su come far migliore l’esperienza ai miei utenti, per aiutarli ad esprimere al meglio le loro capacità intrinseche e/o naturali o le loro capacità residue.
Non tutti i materiali sono adatti per tutti, vanno scelti con cura e sensibilità!
I materiali non vengono scelti casualmente, ogni strumento possiede un suo potenziale espressivo che può essere scelto per raggiungere uno scopo preciso.

S: Quanto dura un percorso di Arteterapia?

R: Per un percorso di Arteterapia sono consigliabili almeno 10 incontri, per avere un’idea, una panoramica sul lavoro fatto. Solitamente gli incontri hanno una cadenza settimanale di 1 ora circa ma, dipendendo dai contesti, il numero degli incontri varia in base alle esigenze.

S: Da che cosa ti accorgi che la persona con cui lavori sta traendo benefici dall’Arteterapia?

R: Ogni persona è diversa, e per ognuno ci sono molti segnali che si possono osservare. Sicuramente osservare come le caratteristiche dei prodotti artistici si evolvono e si trasformano durante il percorso è la prima cosa. Nella mia esperienza, oltre a questo, il beneficio è evidente quando una persona smette di preoccuparsi di cosa pensano gli altri del suo lavoro (è brutto, non sono capace, etc..) ma si concentra solo su quello che sta creando, significa che sta facendo progressi.
Spesso quando il gruppo è affiatato noto che si crea un silenzio “pieno”, un silenzio nutriente fatto di rumori di mani che manipolano e creano cose dal nulla, dove non c’è la necessità della parola. Si può notare da tante piccole cose, dal sentirsi liberi di esprimere sia con i materiali sia durante la fase finale di confronto con e attraverso il gruppo.

S: Dove possiamo vedere qualche tuo lavoro?

R: Potete trovare alcune delle foto dei lavori di Arteterapia sulla pagina Instagram di CasaPsiche! Nel post dedicato vi mostro alcuni lavori svolti nei vari laboratori che ho condotto.
Altri lavori sono disponibili anche sulla mia pagina Instagram @robi_spettoli e su questo sito:
https://robertaspettoli.carbonmade.com/?fbclid=IwAR2AiDR4YsaXgZKMVCA9HTJP0cKR4NsTHC3MtQU3psCVt8GzvbOXeMZ1Gxg

 

                                                                                                                                           a cura di dott.ssa Silvia Cavedoni
                                                                                                                                                                         Roberta Spettoli